Intorno a noi si sa, c’è rumore!
Nei luoghi di lavoro, telefoni che squillano, persone che parlano, tacchi che risuonano sul pavimento, stampanti che ‘urlano’.
A questo si aggiunge il rumore che viene dall’esterno: clacson, voci concitate, cantieri all’opera
E come se non bastasse, c’è il rumore perpetuo della mente; é il vociare della tua mente che vibra con la mente dell’altro, degli altri.
Un tempo di totale silenzio
Ti sei mai chiesto come sarebbe un tempo di completo silenzio? Puoi immaginarlo? Se non riesci neppure ad immaginarlo, forse potresti aver bisogno di ‘ritirarti’ in un luogo lontano da tutto, dove questo può diventare possibile.
E quale tipo di silenzio potrebbe essere più interessante per te?
Ritirarsi nel silenzio
Una delle prerogative di un ritiro è quella di ritrovarsi per un tempo più o meno ampio, nel silenzio. E proprio come ci sono molti tipi di pioggia, molti tipi di luce, molti tipi di amore, ci sono molti tipi di silenzio.
Il silenzio del ritiro non è una quiete ordinaria, sebbene sia sicuramente disponibile in qualsiasi momento ordinario. Il silenzio del ritiro non è solo assenza di parole. Il silenzio del ritiro è vivo, con una presenza nutriente che è allo stesso tempo condivisa e unica nel cuore di ogni persona.
Un tempo dedicato a sé
Il silenzio del ritiro è un momento dedicato a praticare l’apertura e l’essere disponibili verso se stessi, in un altro ordine di presenza.
In ritiro pratichiamo la semplicità, la lentezza, l’attenzione, la gentilezza e ci ricordiamo semplicemente di essere.
E’ un tempo dedicato a sé, per radicarci, per ascoltarci e per poter incontrare l’altro.
In ritiro usciamo dalla nostra solita routine a abbracciamo il nuovo, per incontrare lo sconosciuto.
Rita Casadio | gennaio 2025
