La meditazione e l’acqua: il ‘rumore bianco’

anche quando sembra totalmente placida, l’acqua ha una voce. Alcune specie di animali raggiungono le sorgenti d’acqua perché con i loro udito particolare ne intercettano il suono. Ecco perché intorno alle sorgenti ‘è spesso selvaggina; gli animali percepiscono l’acqua. Anche noi esseri umani abbiamo avuto nel tempo questa qualità; oggi possiamo connetterci con la nostra antica saggezza.

Il suono dell’acqua viene anche definito ‘il rumore bianco’, ma non è un rumore, è un suono!
In realtà è una frequenza di suono o un segnale che si sente come un sibilo leggero, simile al suono del fruscio del vento tra gli alberi, simile a una cascata o alle onde dell’oceano.

Il rumore bianco utilizza l’intero spettro di frequenze che l’orecchio umano può udire; per meglio comprendere questo possiamo rifarci all’analogia con il colore bianco che contiene l’intero spettro di colori di luce.
Può avere un effetto antidolorifico e rilassante piuttosto efficace; il rumore del mare per esempio è un rumore bianco e rappresenta il  sottofondo ideale per ottenere riposo e benessere psico-fisico.
Il sistema nervoso si rilassa e si ripara, il corpo si riposa ed elimina tossine e tensioni, il sistema immunitario si rinforza, le emozioni si calmano e la mente comincia a produrre delle onde cerebrali estremamente benefiche. Possiamo misurarle con l’elettroencefalografo: sono le onde alfa e le onde theta. Anche ascoltare lo scrosciare di un ruscello o il fragore di una cascata ha lo stesso risultato benefico.

La vita è piena di suoni e rumori di disturbo come clacson strombazzanti, cani che abbaiano, persone che urlano, sirene che si sgolano; il rumore bianco offre un’oasi di tranquillità che può aiutare a sentirsi meglio con sé stessi, a ritrovare l’armonia e ad affrontare serenamente le sfide che la vita ci propone.

Meditazione per ascoltare l’acqua n. 2

Preparazione: poni davanti a te un recipiente non troppo grande, di vetro  o di ceramica di spessore sottile. Riempi il recipiente di acqua e ponilo di fronte a te. Appoggia la tua attenzione alla fontanella, la sommità del tuo cranio, e da questa guarda intensamente l’acqua che hai di fronte a te. Quando inspiri è come se inspirassi l’acqua, quando espiri la tua fontanella si connette all’acqua. Continua per 3 minuti
Posizione: seduto a gambe incrociate, con la schiena eretta e il mento leggermente rivolto verso il petto in modo che le cervicali siano in linea con la colonna vertebrale.
Mudra: le mani sono appoggiate sulle ginocchia con i palmi rivolti verso l’alto, il pollice e l’indice si toccano, le altre dita sono stese (Gyan Mudra)
Appoggia l’attenzione alle tue orecchie e crea una connessione fra queste e l’acqua che hai di fronte. Non cercare, resta in ascolto. E’ probabile che tu abbia la sensazione di non sentire nulla al di fuori dei rumore esterni, rimani comunque in ascolto.
Una parte della tua attenzione è rivolta al suono del tuo respiro e una parte della tua attenzione è rivolta ai rumori esterni. Una parte della tua attenzione è rivolta all’acqua, come se volessi carpire i suoni e le vibrazioni dell’acqua attraverso l’udito. Non importa che tu senta davvero qualcosa, quello che importa è che la tua attenzione sia appoggiato all’ascolto più intimo e più profondo, un ascolto ‘altro’.
Lo sguardo: gli occhi sono morbidamente chiusi. Lo sguardo interno si appoggia sulla fontanella.
Tempo: da 7 a 11 minuti per 7 giorni.
Al termine della pratica rimani per qualche attimo immobile, con gli occhi aperti e osserva come stai.

Per info su I Rituali dell’acqua & La meditazione in acqua: info@meditationlounge.it | 380 3678354
Rita Casadio | Ottobre 2017