La meditazione del mese: il tuo movimento verso l’acqua!

Nel nostro quotidiano l’acqua è sempre presente, ma nello stesso tempo invisibile e scontata.
Sono molti i gesti quotidiani che ci riportano all’acqua, ma ancor prima dell’abituale gestualità, accade dentro di noi un movimento spontaneo che ci riporta all’acqua, non solo per necessità. Accorgerci del movimento spontaneo verso l’acqua, è un atto di consapevolezza che ci consente di sentire la nostra relazione con l’acqua.
Onorare l’acqua significa riconoscerne la presenza, riconoscerne la preziosità, l’essenzialità, il potere,  é accorgerci in ogni istante della nostra vita, quanto questo prezioso elemento sia presente, vivo e vitale. Significa anche renderci conto del nostro movimento spontaneo verso l’acqua.

Meditazione: osservare il tuo movimento verso l’acqua.

Preparazione: stabilisci un tempo nella tua giornata nel quale farai a meno dell’acqua. Per la mia esperienza potrà essere un tempo minimo di due ore nel quale dovrai svolgere con attenzione le usuali mansioni quotidiane.
Posizione: ovunque tu ti trovi, nella tua vita di tutti i giorni.
Mudra: in qualsiasi posizione le tue mani si trovino, nella tua vita di tutti i giorni

Qualsiasi azione tu stia compiendo, in qualsiasi situazione tu ti trovi, al supermercato, in ufficio, a casa, per strada, osserva ogni volta che puoi, il tuo movimento verso l’acqua.
Hai sete? Non potrai bere, ma potrai osservare come si manifesta l’esigenza del corpo, in quale parte del corpo senti la sente, quale è il movimento che ti porta verso l’acqua.
Vuoi lavarti le mani? Non potrai lavarti le mani, ma puoi osservare la necessita delle tue mani, la sensazione di bisogno. Semplicemente notalo e respira in quell’istante dove ti sei reso conto dell’istante in cui accade un movimento interiore che ti porta verso l’acqua.
Lo sguardo: al terzo occhio ogni volta che puoi.
Tempo: per almeno due ore nell’arco della tua giornata.

Per info su I Rituali dell’acqua & La meditazione in acqua: info@meditationlounge.it | 380 3678354
Rita Casadio | Gennaio 2018