Meditazione e emozioni: le emozioni non sono né buone né cattive

//Meditazione e emozioni: le emozioni non sono né buone né cattive

Meditazione e emozioni: le emozioni non sono né buone né cattive

Riassumendo ciò che ho scritto nella prima parte del mio articolo: ‘Meditazione e emozioni: quando le emozioni ci travolgono’,  le emozioni sono il prodotto della nostra mente; nascono dai pensieri, sono potenti e ci colgono di sorpresa, coinvolgendo il nostro corpo.
Le emozioni sono rapide e anche la reazione fisiologica all’emozione è molto breve, a volte dura pochi secondi. Eppure accade che l’emozione si protragga per ore, per tutto il giorno o per giorni interi. Come è possibile questo?
L’emozione per sua natura, ci attraversa velocemente e poi scompare, ma se la mente instaura un ciclo ricorrente, l’emozione si nutre e persiste per un lasso di tempo maggiore. La mente torna e ritorna all’emozione, costruisce impalcature, le ingigantisce, le appesantisce; il nostro passato e la nostra storia subentrano all’emozione, la nutrono andando ad elaborare avvenimenti antecedenti, creando un circolo virtuoso che volte diventa ossessivo e infinito.
Ecco un esempio:
Il qui e ora
: sono al supermercato e riconosco in lontananza Lucia intenta a fare la spesa.
L’antefatto: Lucia è stata la mia compagna di banco alle scuole medie e con lei ho avuto un pessimo rapporto. Spesso mi ha trattata male, mi ha rubato la merenda, non mi ha mai invitata alle sue feste di compleanno.
L’emozione: paura e disagio.
Durata fisiologica dell’emozione: 5/20 secondi.
Azione: mi avvio velocemente alle casse ed esco dal supermercato.
La mente e le occorrenze: continuo a pensare ai fatti spiacevoli accaduti con Lucia, ritorno con la mente ad alcuni episodi del passato e ciascun episodio me ne ricorda altri.
Il protrarsi dell’emozione: si instaura un ciclo ricorrente e il cambiamento fisiologico (battito del cuore accelerato, tremore alle gambe, ansia) nutrito dalla mente dura a lungo.
Conclusione: ritorno a casa e continuo a provare paura e disagio.
Ecco un altro esempio:
Il qui e ora: sono al supermercato e riconosco in lontananza Lucia intenta a fare la spesa.
L’antefatto: Lucia è stata la mia compagna di banco alle scuole medie e con lei ho avuto un ottimo rapporto. Abbiamo studiato spesso insieme e trascorso dei bei week end in compagnia.
L’emozione: rimpianto
Azione: vado incontro a Lucia
Durata fisiologica dell’emozione: 5/20 secondi.
La mente e le occorrenze: continuo a pensare alle buone cose condivise con Lucia, al tempo passato nel quale tutto era più facile e le mie giornate scorrevano serene. Ora invece….
Il protrarsi dell’emozione: si instaura un ciclo ricorrente e il cambiamento fisiologico (senso di vuoto, di perdita, debolezza alle gambe) nutrito dalla mente perdura nel tempo.
Conclusione: ritorno a casa e provo ancora un profondo rimpianto.
In entrambi i casi a ciascuna emozione segue in qualità di risposta, un’azione. 
Infatti le  emozioni sono la risposta alle situazioni critiche presenti nell’ambiente nel quale ci muoviamo. Ecco perché sono tanto potenti. Un’emozione è una risposta a qualcosa che ci riguarda e le emozioni in sé e i cambiamenti fisici che ne derivano, non sono né buoni, né cattivi.
Seconda parte | Segue ./.
Rita Casadio | Aprile 2017
2017-04-19T14:38:34+00:00 News/Articoli|