La meditazione: i tre passi e le mille sfumature

Si dice che la meditazione è cosa viva e semplice. Ed infatti lo è: la meditazione è vitalità, che spesso si manifesta in modo sottile e discreto.
Comprendere la meditazione non è così difficile se la si affronta in modo sistematico, definendone il processo, il contenuto e le altre variabili.
I tre passi fondamentali da conoscere chiaramente per comprendere la meditazione, costituiscono fra l’altro, gli ultimi tre degli otto stadi dello yoga.

Il raccoglimento

Il primo passo nella meditazione consiste nel raccogliere la nostra attenzione, impegnandoci per ottenerla in modo costante, una focalizzazione sostenuta. Tale attenzione non è da confondere con il controllo o con la concentrazione, qualità che appartengono alla mente e che hanno un altro tipo di vibrazione.
Nel complesso, risulta più incanalata nel corso del tempo rispetto all’attenzione dispersiva che caratterizza altri momenti. Questa attenzione sostenuta è chiamata dharaṇā.

Il processo continuo della meditazione

Il secondo passo consiste nel rendere tale attenzione continua da un istante all’altro, mantenendola tale per il maggior numero possibile di momenti consecutivi. Si tratta di una naturale progressione nell’approfondimento della focalizzazione. L’arco temporale in cui la focalizzazione è continua – ovvero quando l’esperienza di un istante è identica a quella dell’istante successivo – è definito dhyāna.

Andare sempre più in profondità

Il terzo passo consiste nell’approfondire la focalizzazione all’interno di tale esperienza continua, fino a immergervi deliberatamente il proprio senso del sé. Quel totale assorbimento, in cui svanisce l’autocoscienza e permane soltanto la consapevolezza dell’oggetto su cui è rivolta l’attenzione, è chiamata samādhi.

Accogliere l’attimo

Dunque: la nostra attenzione abituale è dispersiva. Dharaṇā rappresenta il passaggio verso un’attenzione sostenuta dove accogliamo l’attimo istante per istante, ne seguiamo il flusso e ci immergiamo totalmente in esso. Partendo da questa base di attenzione sostenuta, dhyāna è la fase successiva, in cui si coltiva la continuità della focalizzazione. Infine, basandosi su tale continuità, samādhi costituisce lo stadio conclusivo di totale assorbimento.

Ciascuna fase dunque, rappresenta uno stato di attenzione diretta più profondo rispetto alla precedente.

Questi passaggi non sono mera teoria: possiamo comprenderli e sperimentarli concretamente nella nostra vita.
La meditazione è alla portata di tutti noi, sia in termini di comprensione che di pratica, a volte bastano un pò di istruzioni e qualche sessione per poter partire. Si tratta infine di creare uno spazio per stare con se stessi, di stimolare la voglia di approfondire la conoscenza di sè, di ciò che siamo, di come ci muoviamo nella vita.

Rita Casadio | Settembre 2026