In queste ultime settimane mentre, come molti di voi, ho ripreso ad uscire e guardandomi intorno osservo e percepisco un clima ‘strano e diverso’ che non saprei ora definire.
Nei mesi trascorsi in una situazione anomala, al chiuso, a coltivare gli affetti e a vivere con semplicità e dello stretto necessario, ci siamo sentiti in qualche modo al sicuro e abbiamo pensato che poi, abbastanza presto, tutto sarebbe tornato come prima.
Ma non è andata proprio così: mentre la primavera a giorni alterni, è diventata espansiva e gioiosa, abbiamo iniziato a fare i conti con la quotidianità cercando di riprendere, con dovuta calma, le normali attività aggiungendovi le precauzioni che ancora dobbiamo prendere per tutelare l’altro e per tutelarci.
Il momento è delicato e contiene in se una certa gradualità; per molti di noi consiste in attimi di attività che assomigliano alla nostra vita di ‘prima’, frammentati da attimi di vuoto e di sospensione che fanno parte della nostra vita di ‘dopo’.

Quella che è avevamo pensato come ‘rinascita’ e ‘riapertura’ se non addirittura ‘nuovo corso’, in realtà si sta dimostrando irta di delusioni e difficoltà che ci procurano ansia, stress, angoscia e piccoli e grandi malanni.
Nei mesi di totale quarantena, dove tutto si è fermato, anche le attività della maggior parte di noi si sono fermate o sono rimaste sospese, e quindi anche i flussi di denaro.
Per alcuni i guadagni sono continuati ad arrivare, per altri sono diminuiti, per altri ancora is sono annullati. E’ vero in quei mesi, che a volte ci sembrano già lontani, abbiamo speso di meno, ci siamo accontentati, abbiamo rinunciato a qualcosa in attesa di tempi migliori, ma eravamo forse costretti a non desiderare, a non volere di più. Tutto ciò di cui avevamo bisogno era comunque lì, a portata di mano.

Riaffacciandoci fuori, le nostre esigenze sono nuovamente cambiate e, ci siamo accorti con una certa paura impregnata nel nostro respiro e nella nostra pelle, che i guadagni mancati ,ora si fanno sentire e ci rendono insicuri e titubanti. Nuovi guadagni tardano ad arrivare e non possiamo né prevedere, né ipotizzare, quale forma prenderanno.
Ci sentiamo in balia di qualcosa che non sappiamo, navighiamo nell’incerto, facendoci di tanto in tanto coraggio, ma camminando a capo chino cercando di schivare i sassi che forse incontreremo e che potrebbero farci inciampare rovinosamente. Forse era meglio prima, ci ritroviamo a volte a pensare, quando al chiuso delle nostre case, era quasi perfetto così. E avevamo bisogno di molto poco, per stare bene, restando seduti al chiuso, ricercando piccoli piaceri dimenticati come il fare il pane in casa, preparare una torta, guardare un film.

Guardandoci dentro ci scopriamo più vulnerabili, meno protetti e ci rendiamo conto forse per la prima volta che, l’essenza del denaro, sia che lo possediamo, sia che non lo possediamo, è quella di proteggerci, di farci sentire più forti, più radicati, di garantirci più cura  e più sostegno non solo materiale, ma soprattuto energetico.
Molti di noi sono stati privati totalmente o in parte, da questo sentirci al sicuro; è venuta a mancare la protezione ‘simbolica’ che ci da il denaro. E non è solo questione di dover rinunciare a beni materiali; è una rinuncia al ‘grounding’, al camminare ben appoggiati su un terreno solido, è un conoscere la direzione da prendere, sapendo che qualunque sia questa direzione, abbiamo possibilità e capacità di perseguirla.
Scorgo questa mancanza di protezione nell’osservare là fuori, lo smarrimento, gli sguardi un pò persi nel vuoto, il senso di insicurezza,  i negozi vuoti e qualche aperitivo consumato nella speranza che tutto possa essere come prima.
Di fronte al grande senso della vita, certo, questa sicurezza che ci da il denaro, ha poco senso, ma sul piano materiale è una grande ancora che ci da la possibilità di solcare mari diversi e di sopravvivere meglio a molte tempeste.
Per rinascere davvero occorre che ci fermiamo ancora, occorre che iniziamo a respirare in modo diverso, che rivalutiamo le nostre qualità e che comprendiamo come ricreare le nostre fondamenta, le nostre sicurezze e le nostre protezioni.

Rita Casadio | 11 giugno 2020