Touching the presence | Gli insegnamenti di Pema Chodron

//Touching the presence | Gli insegnamenti di Pema Chodron

Oltre 500 persone hanno sentito forte il richiamo; gli insegnamenti di Pema Chodron  hanno ispirato da sempre milioni di persone in tutto il mondo. La Main Hall dell’Omega Institute a Rhynebeck, a 110 miglia da New York è gremita di persone.
Arriva silenziosa, Pema, come in punta di piedi, creando un campo di energia vigile e attenta, lei esile e con il sorriso sulle labbra.
La  trasparenza é disegnata sul suo viso che sembra aver attraversato anni di inquietudine e sofferenza. C’è una luce intensa nei suoi occhi, una luce che trascende e non ha bisogno di parole, una luce che rivela compassione per sé, per gli altri, per il mondo che la circonda.

Saluta le persone davanti a lei con un inchino e dal silenzio nasce una domanda: “Qual’è il senso di me?” e poi un’altra ancora: “Quale è il senso di essere umano?”
Così iniziano gli insegnamenti di Pema Chodron – monaca buddista americana di tradizione tibetana e allieva di Chogyam Trungpa – e prendono forma generando un sussulto nella platea, un tocco leggero è già arrivato al cuore.

“Vogliamo smettere di soffrire e soffriamo perché non tolleriamo l’incertezza e neghiamo la fondamentale essenza della condizione umana, ma il percorso spirituale non elimina la sofferenza. Soffriamo perché vogliamo racchiudere e fissare le cose, mentre tutto è fluido e dinamico, anche l’essere umano. Quando diciamo a noi stessi: sono alto, sono basso, sono magro, questi sono concetti fissi che non ci permettono di abbracciare la realtà.
La radice del nostro essere è uno spazio aperto. Se guardiamo il cielo si apre uno spazio dentro di noi, nel quale possiamo sempre ritornare.”

Touching the Presence è un viaggio ricco e leggero, attraverso la comprensione di come scegliere di vivere nella gioia anziché nel dolore e di come relazionarci con noi stessi e con il mondo nella chiarezza e nella semplicità.
Gli insegnamenti sono donati con creatività e la presenza abbraccia ogni istante.

Si alza in piedi e si inchina Pema Chodron, quando arrivano le domande del pubblico. Non c’è alcuna inflessione del viso mentre ascolta, non vi è conferma, né adesione, né diniego, ma un ascolto che si manifesta al di là di ogni manifestazione, un ascolto che non ha bisogno di nulla perché é.
E da questo ascolto nascono le parole che Pema libera nell’aria, come un volo di rondini a primavera.

Parole che contengono la sapienza di una vita e forse di molte vite, il dolore personale e quello dell’umanità intera, il sapere universale. Parole semplici come l’acqua, intense come il profumo dell’erba appena tagliata, vere come solo la verità può essere.

Non manca il senso dell’humor: “Whitout sense of humor, is not funny!’ sentenzia ad un tratto Pema, e intercala le sue risposte con battute e aneddoti, racconti che la fanno sorridere e che fanno sorridere e divertire e spezzano la tensione che si crea quando i temi sono intensi e profondi.
Ricevere questi insegnamenti, è ricevere un dono immenso che trasforma e si trasforma nell’essenza stessa dell’insegnamento, che trova il suo spazio nel suo essere universale.

Ha condotto le meditazioni del mattino e della sera, Tim Olmsted, insegnante di meditazione buddista e presidente di Pema Chodron Foundation.

Al termine del seminario, Pema chiede qualche attimo per parlare di ciò che in questo momento le sta più a cuore: la Pema Chodron Foundation e i suoi progetti, l’intento che tutto ciò per il quale ha vissuto possa proseguire anche quando lei non ci sarà più. E’ serena quando ne parla, non si scuote, non c’è amarezza: fa parte degli insegnamenti buddisti: la vita c’è sempre, anche oltre la morte.

Rita Casadio | 29 Luglio 2015

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